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Comune di CERVICATI





LOCALIZZAZIONE E CONFINI

Cervicati un piccolo paese, adagiato su una collina di circa 486 m sul livello del mare, situato nella media valle del Crati, tra il massiccio del Pollino, la Catena Paolana e la Sila, al centro di un sistema collinare- montano, che rappresenta una delle caratteristiche fondamentali del territorio calabrese, sia dal punto di vista morfologico che socio-culturale. Infatti, esso rappresenta il “cuore” della regione, sia perch occupa la parte interna del territorio sia perch al suo interno si conservano le condizioni ambientali pi autentiche della Calabria e le pi profonde tradizioni sociali e culturali. Posizione privilegiata questa di Cervicati, a pochi chilometri dal mar Tirreno e dal mare Ionio, dal clima mite e baciato dal sole, splendente in tutte le stagioni dell’anno. Cervicati si trova nella Calabria nord occidentale, a 45 km da Cosenza. Confina con i comuni di Cerzeto, Mongrassano e San Marco Argentano.

DEMOGRAFIA

Secondo il censimento del 2021, la popolazione risulta essere di 786 abitanti.

ALTITUDINE

485 m s.l.m.

SUPERFICIE

12,1 km

COME ARRIVARCI

Provenendo da Nord:
Dall’autostrada A2 uscire a Spezzano Terme (uscita Tarsia Nord) in direzione San Marco Argentano proseguendo lungo la SS 283.


NOTIZIE STORICHE


Le origini del paese, da varie testimonianze scritte, propendono per l’epoca medievale. Fondamentale la presenza di una colonia albanese verso la fine del XV secolo. L’esodo del popolo albanese, caratterizzato dal susseguirsi di sette grandi ondate emigratorie, ha come approdo l’Italia soltanto a partire dalla met del XV secolo. Tra la fine del XV secolo (dal 1478, con la caduta della citt di Kruja) e i primi decenni del XVI (sotto il regno di Carlo V d’Austria, dopo la caduta di Corone, nel Peloponneso), numerosi profughi, provenienti dalla Morea, si stabiliscono lungo entrambi i versanti del Pollino, tra le colline della Sila Greca e dell’Appennino cosentino.
Nasce cos un nucleo di abitati allineati a mezza costa, a una quota attorno ai 400-500 metri, in prossimit della Valle del Crati (San Benedetto Ullano, Rota Greca, San Martino di Finita, San Giacomo, Cerzeto, Cavallerizzo, Mongrassano, Cervicati, Santa Caterina Albanese). La storia dei profughi albanesi a Cervicati caratterizzata da varie vicende complesse: i rapporti con i nobili e con le popolazioni locali preesistenti sono complicati, il forte senso comunitario che li caratterizza, il senso di appartenenza molto spiccato, il possesso di una lingua “altra” ( ricordiamo la querelle con la Chiesa di Roma, decisa a sostituire la lingua greca con quella latina nella liturgia e la conseguente imposizione del rito latino su quello greco-bizantino, 1742 con Benedetto XIV), la proibizione della lingua arberesh o comunque la prevalenza del calabrese, il cambiamento delle abitudini da popolo di guerrieri o nomadi a popolo di agricoltori e pastori, i profughi hanno dovuto mediare e negoziare continuamente con le popolazioni locali le modalit della loro presenza. Gradualmente, i profughi si adattano al clima, all’habitat, alle produzioni locali.
Attraverso il duro lavoro e il senso del sacrificio, esercitati in un ambiente spesso ostile, gli albanesi di Calabria concorsero alla crescita sociale ed economica delle comunit arbresh e al progresso della regione. Nel XVII secolo fu gravemente colpito dalla peste, che destabilizz l’intera popolazione. Nei secoli successivi vi furono alcuni violenti terremoti che portarono morti e distruzione di molte casa, tra cui la Chiesa Madre dedicata a San Nicola di Bari. Alla fine dello stesso secolo testimoniato l’arrivo dei baroni Guzolini, originari delle Marche. Nel 1929 Cervicati fu annesso, come frazione, a San Marco Argentano e riacquist l’autonomia solo nel 1937 per l’interessamento di mons. Domenico Petroni, emerito cittadino di Cervicati e vescovo di Melfi, Rapolla e Venosa. Grande prestigio rappresent per il paese il soggiorno di Francesco De Sanctis dal 1849 al 1850, ospite del barone Guzolini.


Principali Monumenti


Chiesa di San Nicola
La Chiesa parrocchiale di Cervicati, dedicata a San Nicola di Bari, sorta nel XVII secolo come cappella votiva della Congrega di San Giuseppe, contiene varie opere d’arte, tra cui vari dipinti di gran pregio della Bottega dell’Italia Meridionale, opere in legno (statue, un crocifisso, un confessionale, un organo in legno e metallo) e un moderno ciborio in bronzo, opera del maestro Edoardo Bruno. Al portone in legno, contornato da un portale in pietra vi si accede mediante una scalinata. In alto rispetto alla facciata sono poste due torrette: quella a sinistra il campanile, quella a destra l’orologio. L’interno si sviluppa in un’unica navata e custodisce diverse statue votive, come quelle di San Nicola, San Rocco, Santa Lucia, l’Immacolata. Dietro l’altare maggiore, al centro posta in una nicchia la statua del Cuore di Ges.


Le case, i portali e gli archi


Conformandosi alla morfologia del luogo, Cervicati avvolge la sommit di un colle e degrada dolcemente verso mezzogiorno incuneandosi nella campagna con un piccolo gruppo di case. Attraverso un processo costruttivo durato quasi un millennio, Cervicati sembra essere costituito da due nuclei posti a quote diverse e appartenenti a fasi di insediamento ben distinte: la parte alta del paese, che corrisponde alla sua prima espressione medievale costituita da un insieme di abitazioni “a struttura chiusa” organizzate intorno ad un polo centrale oggi non esistente: la Chiesa Madre.
Di origini diverse si presenta il tessuto urbano esteso lungo la dorsale esposta a mezzogiorno dove, nonostante le numerose trasformazioni, si notano repentini cambiamenti di direzione, frequenti angolazioni, improvvisi slarghi, da via Costa di Lazaro, dove l’accorpamento delle unit abitative si presenta molto pi irregolare e complesso. Verso la campagna la struttura urbana cessa di essere compatta e presenta forme pi allungate e aperte.
Le abitazioni, composte spesso da un solo livello, sono costituite da uno o pi ambienti molto promiscui (turre) ai quali si accorpano esternamente il forno, la stalla e il pollaio. Tra le case di famiglie benestanti, possiamo citare: Palazzo Serra gi Rebecchi; Palazzo Marchian: portale con tipologia semplice; Arco del vaglio Cappellano, tipologia semplice con fascia esterna avvolgente. Il palazzo Cipolla, costruzione elegante realizzata da maestranze locali al centro della piazza Guzolini, contrassegnato da un grosso portale in pietra finemente lavorata e da aggettanti balconi, che conferiscono all’insieme eleganza e imponenza. Palazzo Guzolini: portale ad ordine doppio per i soli piedritti; tipologia semplice.
Gli archi e i portali accompagnano il visitatore nel suo percorso turistico del paese, mostrando tutta la finezza dei loro particolari, come l’Arco del vaglio Iacino Ruggero gi Serra Ponti con tipologia a cassettoni profilati con rosette incassate sull’unica fascia o l’Arco del vaglio Ponti ad ordine doppio unificato da plinti, capitelli e chiave; tipologia a cassettoni modulari ad incorniciatura romboidale sulla prima fascia, elementi vegetali sulla seconda. Forte si sente, camminando per i vicoli la tradizione albanese, che si tramanda nei secoli e caratterizza intere generazioni.


 

FESTIVIT


Durante l’anno varie e caratteristiche sono le occasioni di ritrovarsi. Il capodanno, festa apparente mente laica, da inquadrare comunque in una dimensione sacra, in quanto simbolo di un cambiamento radicale: il vino e i dolci del periodo natalizio hanno un loro significato specifico. La vigilia dell’Epifania non si mangia carne come la vigilia di Natale con le canoniche tredici pietanze.
Carnevale si sviluppa in un arco di tempo di quattro domeniche prima delle Ceneri, che sono dette degli amici, dei parenti , “lardara” e “muzza”. I cibi prescritti: carne di maiale ( salsicce e sopressate, il soffritto e la torta di sanguinaccio). Il ballo di carnevale il “ ballo tondo”, cio la Vala in costume tradizionale albanese: la Vala si esegue nel periodo di carnevale solo a Cervicati, mentre nelle altre comunit albanesi il periodo quello immediatamente post- pasquale. Eseguita da diversi gruppi, anche in competizione tra di loro, organizzata in base al vicinato(gjitonia) ,ma anche all’et e alla classe sociale; attraversano le vie del paese, entrando nelle case che li accolgono, iniziando da una casa e terminando nella stessa casa. I componenti sono di sesso diverso, ma solo le donne vestono il costume tradizionale; il gruppo viene chiuso da due uomini collegati da un fazzoletto colorato: i primi denominati capovala e svotavrazzu; gli ultimi servono a mantenere il ritmo della danza. Variano i suonatori, in genere due per la chitarra e una alla fisarmonica. Le soste (auzate) pi lunghe si effettuano nelle case dei parenti e degli amici, che , a turno, “ tirano la vala” all’entrata della casa e all’uscita. Nel periodo estivo , specialmente in agosto, si tengono varie manifestazioni , che di solito culminano con la festa di San Rocco il 16 di agosto.


GASTRONOMIA


La lavorazione dei fichi e delle castagne, le conserve di pomodori, le marmellate e le varie confetture, i piatti tradizionali a base di pasta e legumi, funghi, sono delle prelibatezze tutte da gustare.


CONDIZIONI ECONOMICHE


La principale risorsa del paese l’agricoltura, dalla quale si ottiene un olio di eccellente qualit. L’allevamento di bovini e ovini ha poi un ruolo determinante per lo sviluppo economico del paese, soprattutto per la produzione del latte. Da notare nel territorio cervicatese la presenza di qualche azienda per l’allevamento del suino nero e le produzioni di insaccati e di salumi di ottima qualit, nonch la produzione di vini locali eccellenti.


RISORSE NATURALI


Giunti sulla vetta del monte “Cumma” possibile ammirare un panorama emozionante che abbraccia l’intera valle del Crati. Cervicati, posta su una collina, al centro di un sistema montuoso che comprende il massiccio del Pollino, la Catena paolana e la Sila, le cui risorse naturali possono essere non solo ammirate dal visitatore, ma vissute in un ideale tour immersivo.

IMPIANTI E SERVIZI


in corso di allestimento una biblioteca comunale, dopo un periodo di ristrutturazione dell’edificio. Esistono un campo da calcio e un campo da calcetto, dove si svolgono, soprattutto nel periodo estivo, varie manifestazioni sportive e non sportive (tornei, esibizioni di danza, ecc.).


 











 


SITO WEB


http://www.comune.cervicati.cs.it

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