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Comune di BISIGNANO





LOCALIZZAZIONE E CONFINI

Bisignano si trova nell’entroterra calabrese, a 35 Km da Cosenza. Confina con i comuni di Acri, Cerzeto, Lattarico, Luzzi, Mongrassano, San Marco Argentano, Santa Sofia d’Epiro, Tarsia e Torano Castello.

DEMOGRAFIA

Secondo il censimento del 2021 la popolazione risulta essere di 7.827 abitanti.

ALTITUDINE

350 m s.l.m.

SUPERFICIE

86,44 km

COME ARRIVARCI

Per chi giunge da Sud: autostrada A2 uscire a Rose-Montalto Uffugo e poi direzione Bisignano. Per chi giunge da Nord: autostrada A2 uscire a Torano-Bisignano e poi direzione Bisignano.


 

NOTIZIE STORICHE


L’origine di Bisignano antichissima, infatti, pur non avendo notizie precise che accertino con esattezza il suo primo insediamento abitativo, dai ritrovamenti archeologici risalenti al XV e al XIV secolo a.C., si pu dedurre una presenza e una frequentazione dell’uomo in tempi remoti. Le pi antiche notizie su Bisignano, la Bruzia Besidiae, risalgono al 205 a.C., quando i bisignanesi insieme ad altre popolazioni della media Valle del Crati combatterono contro i romani alleandosi con Annibale nella contrada ancora detta Campovile.
Sin dalla pi remota antichit Bisignano, per via del suo sito strategico nella Valle del Crati, stata oggetto di conquiste da parte di molteplici popoli, ognuno dei quali ha lasciato tracce del proprio passaggio. Antica Sede di Diocesi, il nome del primo Vescovo documentato gi nel 743, anno in cui Auderamus Episcopus Bisuntinus, insieme a Pelagio Vescovo di Cosenza, partecipa al Sinodo convocato a Roma da Papa Zaccaria. Il 27 giugno 1818 con la bolla De utiliori, di Pio VII, la Diocesi di Bisignano stata unita a quella di San Marco Argentano, aventi sia l’una che l’altra gli stessi diritti e doveri. Successivamente, in data 4 aprile 1979, la Diocesi di Bisignano, stata unita all’Arcidiocesi di Cosenza con cui costituisce tuttora un’unica Chiesa particolare, assumendo la denominazione di Arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. Dopo la caduta dell’Impero Romano d’Occidente vide il succedersi dei Visigoti, guidati da Alarico, dei Bizantini e dei Longobardi guidati da Liutprando. Fu anche fra le citt che sostennero ripetuti e violenti scontri contro i Saraceni, che furono definitivamente scacciati nell’ XI secolo dai Normanni.
Nel 1054 risulta costituita come libero Comune e governata dall’aristocrazia cittadina, guidata da Pietro de’ Turra; successivamente pass ai Normanni, mantenendo comunque la piena autonomia. Il 4 gennaio del 1339, in seguito alla richiesta del Re di Napoli Roberto d’Angi, fu istituito il seggio di nobilt che dur fino al 1799. Durante la guerra fra Angioini e Aragonesi, Bisignano fu occupata dalle armate di Tommaso Barrese, mentre nel 1400 divenne feudo della famiglia dei Ruffo di Catanzaro, ma ne venne successivamente privata per il cosiddetto reato di fellonia. Nel 1461 per concessione di Ferrante d’Aragona venne riscattata al Regio fisco da Luca Sanseverino per la somma di 20.000 ducati d’oro e sar quasi ininterrottamente il capoluogo del Principato di questa famiglia fino all’eversione della feudalit (1806). La costituzione della Repubblica Partenopea del 1799 ebbe ripercussioni anche sulla vita socio-politica ed amministrativa di Bisignano, dove si palesavano gi da qualche tempo dissensi e insofferenze sulla gestione feudataria della Casa Sanseverino, ormai in declino, e anche nei confronti dell’operato del Vescovo. Tale situazione stimol quella parte della societ bisignanese pi reazionaria, tant’ che Bisignano fu tra le prime citt del meridione ad accogliere e proclamare lo stato repubblicano, anche se la rivolta popolare, che provoc nella cittadina momenti di tensione e di disordine sociale, fu immediatamente repressa.
Bisignano, dunque, ha avuto una storia abbastanza movimentata e ha sempre rappresentato un importante centro politico- culturale e religioso della Valle del Crati; ad essa, infatti, hanno fatto riferimento tutte le comunit del territorio circostante. La Via Popilia, costruita nel 132 a.C., attraversava anche il territorio di Besidiae e permetteva alla cittadina di essere toccata dai pellegrini che in occasione degli Anni Santi si recavano dal sud della penisola verso Roma per visitare i luoghi santi del cristianesimo. Il passaggio della Popilia diede anche un notevole impulso allo sviluppo economico- produttivo dell’intera area, facilitando, almeno a partire dall’anno 1300 quando Bonifacio VIII proclam il Giubileo, gli scambi commerciali della vasta gamma della produzione locale, come l’arte dei vasai, la produzione della seta, la lavorazione dei metalli, in particolare del ferro battuto e dell’arte degli argentieri, nonch l’allevamento dei cavalli di pura razza, rinomata e assai pregiata, fiorente soprattutto nel 1600 con i principi Sanseverino.
I numerosi terremoti che si sono verificati nel corso dei secoli hanno distrutto pi volte la cittadina, tra i pi catastrofici ricordiamo quello verificatosi il 3 Dicembre del 1887 quando and perduto buona parte del patrimonio artistico-architettonico. Bisignano detiene il titolo di Citt sin dall’antichit. Tale titolo gli stato confermato con un Decreto del Presidente della Repubblica (DPR) del 24 marzo 1994.


CENTRO STORICO


Bisignano fu definita da Roberto il Guiscardo “Citt artistica” e si aggiunge a questo termine quello di “Citt storica”. Il centro storico infatti sembra parlare delle sue lontane vicende e della sua leggendaria espugnabilit. La bellezza dei numerosi palazzi nobiliari porta subito a pensare alle nobili origini di Bisignano. Gli scorci che offre il paese sono motivo per il visitatore per un vero e proprio “tuffo” nel passato.


Principali Monumenti


Chiesa della Riforma / Santuario di Sant’Umile


Il Convento di Bisignano fu tra i primissimi luoghi francescani in Calabria, venne fondato da Pietro Cathin di Sant'Andrea della Marca Anconetana, agli inizi del secolo XIII.
L’attuale chiesa e l’intero edificio conventuale, in stile gotico, esclusa l’ala duecentesca del chiostro, vennero ricostruiti, nella loro forma attuale sul finire del XIV secolo.
Nella sua storia la struttura ha subito vari danneggiamenti e ristrutturazioni, soprattutto a seguito dei devastanti terremoti che hanno interessato la Calabria ed in particolare la Citt di Bisignano.
Questo luogo di culto fu la dimora di Sant’Umile, al secolo Luca Antonio Pirozzo, che nacque a Bisignano il 26 agosto 1582 ed ivi mor il 26 novembre 1637. Il santuario, parte del complesso del Convento della Riforma, conserva la sua cella, reliquie e oggetti legati alla sua vita. Nel 1380 il Convento era tenuto, dai Minori Conventuali.
Nel 1809 viene soppresso con decreto di Gioacchino Murat, ma i frati rimasero a Bisignano; nel 1638 il Convento sub forti danni a causa di un forte terremoto e nel 1865 venne soppresso e comprato dal Sig. Umile Solima con la clausola di restituirlo ai frati qualora fossero stati reintegrati. Lo stesso Convento fu acquistato successivamente da Padre Bonaventura Crocco.
Dopo la soppressione, il Convento non rimase mai senza frati, poich vi rest il padre Bonaventura Crocco da Bisignano come cappellano della chiesa, insieme a Padre Cherubino da Rose e ad alcuni laici di cui si ricordano fra Giustino, fra Umile, fra Antonio da Bisignano, frate Angelo da Longobucco e fra Rocco da San Pietro da Amantea. Nel 1881, in occasione della beatificazione di Frate Umile, venne costruita la Cappella a lui dedicata.
Il soffitto stato dipinto da Fra' Benedetto Esposito e tra il 1910 e il 1913 venne semidemolito il vecchio campanile e costruito il nuovo. Il 24 aprile 1939 inizi la decorazione del soffitto a cura del pittore Emilio Juso da Rose, aiutato dai discepoli Mario Lionetti da Cosenza, Agostino De Falchi da Roma, Eugenio Cenisio da Rose. Il 12 giugno del 1939 la chiesa fu di nuovo accessibile ai fedeli.
La chiesa custodisce numerose opere d’arte, tra cui il pregevole Crocifisso ligneo realizzato da fra Umile da Petralia Soprana il 1637.


Concattedrale di Santa Maria Assunta


La Concattedrale di Bisignano, intitolata a Santa Maria Assunta, risale al secolo XI; l’attuale elaborazione in forme architettoniche tipiche del periodo normanno lascia infatti supporre che la sua ricostruzione, sulla base di una preesistente chiesa longobarda, sia avvenuta dopo la conquista della citt e del suo castello da parte dei Normanni nel 1056.
Lo spazio interno, a pianta basilicale, in tre navate terminanti con tre absidi, diviso da pilastri quadrangolari su cui poggiano archi in muratura mista, a mattoni con tracce di blocchi in pietra tufacea; il pavimento realizzato in pietra locale, ed evidenzia la zona del presbiterio rialzata rispetto all’aula basilicale centrale. L’interno inoltre presenta nella navata centrale decorazioni a tempera che evidenziano gli stucchi delle pareti realizzati nel secolo scorso; inquadrano inoltre il ciclo pittorico eseguito alla fine degli anni ‘30 dal pittore Emilio Juso con scene della vita della Madonna e di Cristo; il soffitto della navata centrale stato realizzato a cassettoni dipinti sulla parete liscia.
L’interno, cos come oggi si presenta, in parte dovuto all’opera del mastro muratore e architetto a servizio presso la casata dei principi Sanseverino di Bisignano, Stefano Vangieri di Rogliano che ha operato in varie chiese e palazzi della zona verso la met del XVIII secolo.
Di grande interesse invece gli stemmi dei vescovi bisignanesi e le lapidi risalenti ai secoli XVI-XIX in varie parti dell’edificio.
Ancora da segnalare l’altare maggiore in marmi policromi napoletani degli inizi del secolo XVIII , il pulpito marmoreo della seconda del XIX secolo, infine il fonte battesimale nella prima cappella a destra, databile tra l’XI ed il XIII secolo, costituito da una conca in pietra, utilizzata per il battesimo ad immersione dei bambini, poggiante su due capitelli uniti alle due basi, sicuramente parti della cattedrale normanna e riutilizzati in una delle tante ricostruzioni dell’edificio.
L’esterno presenta una facciata neoclassica in cui inserito un magnifico portale in pietra ogivale, a sesto acuto e sfondato in profondit, a fasci di colonnine decorate; eseguito da maestranze del vicino monastero cistercense di Santa Maria della Sambucina.
Il portale fu realizzato verso la fine dell’XI secolo o agli inizi del XII, certamente dopo il terremoto del 1084, di cui le cronache dell’epoca ci danno notizia. Sempre sulla facciata si aprono due finestre tonde in corrispondenza delle navate minori ed un rosone di dimensioni maggiori in prossimit della navata centrale, al di sopra del portale, che sormontato dallo stemma vescovile in marmo di mons. Bonaventura Sculco, vescovo di Bisignano dal 1742 al 1781.
Interessante sul lato destro della Cattedrale il portale in pietra, a sesto acuto, del palazzo vescovile; fu fatto trasportare dal monastero benedettino di San Benedetto di Regina, cittadina della diocesi bisignanese, alla fine del XIX secolo, ed inserito sul muro di accesso alla corte interna; il portale presenta un grandissimo interesse per essere stato realizzato da maestranze templari intorno al XII-XIII secolo, del cui repertorio iconografico presenta il motivo particolare dell’ “albero della vita” con intrecci vegetali.
La Concattedrale custodisce alcune interessanti raccolte di vasellame liturgico in argento, di paramenti sacri in seta e tessuti preziosi vari, con ricami in oro o a fili di seta colorati, di libri liturgici che recano impressi nel cuoio della rilegatura fregi in oro e stemmi dei vescovi bisignanesi; tutto questo materiale sar esposto nel Museo Diocesano di Arte Sacra.


Chiesa di San Francesco di Paola


La fondazione della chiesa e del Convento di San Francesco di Paola risale al 1515, grazie alla munificenza del principe di Bisignano Bernardino Sanseverino. L’attuale chiesa presenta al suo interno un impianto barocco ed a navata unica con un soffitto ligneo a cassettoni del 1719. Il presbiterio dominato da un magnifico altare in marmo degli inizi del Novecento, alla base del quale incisa la seguente iscrizione: A CURA DEL PRIORE SIG. GAETANO NOB. GALLO 1912; cos pure al di sopra della nicchia in cui custodita la seicentesca statua lignea di San Francesco di Paola, nella decorazione pittorica riportata la scritta RESTAURATA 1911.
Sugli altari laterali, decorati a stucco, sono collocati dei dipinti olio su tela raffiguranti: l’Immacolata, San Vito e Santa Lucia, opera da attribuire probabilmente a Giovanni Pellicori; la Madonna della Neve, San Francesco di Sales e il Beato Nicola da Longobardi, opera firmata “Joannes Pellicorus a Rendis, anno 1786”; il Beato Gaspare de Bono, opera firmata “R. Barone dp. in 9.mbre 1862; San Michele Arcangelo, opera firmata “Franc.us Bruno Civit.tis Consentia pingebat A.D. 1759”.
La chiesa aperta al culto, vi si celebra regolarmente e si tiene la festa di San Francesco di Paola il 2 aprile di ogni anno.
La statua lignea di San Francesco di Paola risale a secolo XVII.


Chiesa di San Domenico


La Chiesa di San Domenico, nel quartiere Santa Croce, fra le pi ricche di storia e di tradizione; da essa parte la processione del Venerd Santo che costituisce uno dei momenti pi rappresentativi della tradizione religiosa bisignanese.
Gli edifici retrostanti erano anticamente un convento fondato dai padri Domenicani con “istrumento” rogato 18 settembre 1475 dal notaio Tommaso Romano. L’atto pubblico di donazione fu successivamente confermato da Papa Sisto IV con bolla del 25 novembre 1475.
In questo convento il principe di Bisignano, Pietrantonio Sanseverino, accolse, con tutti i fasti dovuti, l’Imperatore Carlo V (9 novembre del 1535) di ritorno dalla vittoriosa campagna di Tunisi, con la quale sottrasse la citt agli Ottomani.
La presenza dei Domenicani in Bisignano, si protrasse fino al 7 agosto 1809, quando, in seguito alla legge eversiva della feudalit (2 agosto 1806), furono soppressi i Monasteri.
Attualmente la facciata in stile romanico-gotico, ospitante quattro logge laterali e una bifora ad arco a sesto acuto. Nel campanile troviamo quattro campane, di cui la pi grande risalente al 1839, mentre le altre vennero fuse rispettivamente nel 1906, 1979 e 1983.
La chiesa sede della Parrocchia di Santa Croce.


Chiesa di Santa Maria della Piet


La "chiesa della Piet" cos come oggi si presenta, risale al 1778, anno in cui venne ricostruita ad opera di fra’ Francesco La Fontana di Bisignano; tale data , infatti, incisa sul portale d’ingresso. Probabilmente era un antico conventino del primo '400 intitolato a Santa Maria di Loreto o della Piet.
Si trova nella vallata della Chiubica nell’antica via d’accesso della Citt, nel Rione Piano; custodisce la statua tufacea raffigurante Santa Maria della Piet, detta anche, per la sua forma particolare, “Maronna tunna”.


Chiesetta di Tutti i Santi (“Madonnella”)


Edificata sui resti di una laura bizantina, la chiesa di Tutti i santi attualmente meglio conosciuta con il nome di “Madonnella” o Santa Maria di Costantinopoli di cui si tiene la processione la terza domenica di ottobre; in questa occasione si svolge la tradizionale fiera della “Marunnella”. L’origine di questa fiera risale alla fine del XV secolo, quando i Domenicani chiesero ed ottennero, dal Principe Girolamo Sanseverino, di svolgere un mercato nel rione di Santa Croce, su strade e spazi di loro pertinenza, al fine di ricavare degli utili per il mantenimento degli ospedalieri. Il mercato, con il trascorrere tempo, fu trasformato in una vera e propria fiera che fu dedicata alla settecentesca statuetta lignea della Madonna di Costantinopoli che si venera nella chiesetta. Secondo la leggenda popolare la statua stata ritrovata in una grotta sita vicino al rione di Santa Croce e proprio per questo motivo stata custodita nella chiesa di Tutti i Santi.
La fiera molto grande e si svolge lungo Via Principe di Piemonte, fino a giungere al Viale Roma. Si vendono merci varie e prodotti di artigianato.


Chiesa di San Bartolomeo


La chiesa di S. Bartolomeo si trova su una collinetta, tra i quartieri di San Simone e Giudecca, eretta nel XIV sec. per volere del Capitolo della Cattedrale che, in seguito alla peste del 1348, decise di investire le donazioni ricevute dalle famiglie estinte nella costruzione di numerose cappelle. Attualmente la chiesa di san Bartolomeo chiusa ed possibile visitarla solo con un format on line.
Nel ‘700 la chiesa venne ricostruita su ruderi medievali e, dopo il terremoto del 1887, venne accorpata alla parrocchia di San Nicola del quartiere San Simone.
Intorno agli anni ’30 del secolo scorso il parroco Don Savaglia la ampli con l’aggiunta dell’attuale navata sinistra in cui trova posto la statua di San Nicola di Bari, a ricordo dell’antica chiesa parrocchiale.
Sul piccolo campanile sono collocate due campane: una risale al 1445 e reca un’iscrizione greca e una “M” a rilievo. Questa campana detta “campana della morte” e ricorda l’episodio della peste che si abbatt su Bisignano nel 1348; l’altra campana dell’800 ed collocata nel punto dove un tempo c’era la campana della Sinagoga ebraica, trasportata sul campanile di San Bartolomeo quando, a seguito della scacciata degli ebrei, la Sinagoga fu adibita ad abitazione.
Il 21 agosto1806 la chiesa venne assalita e saccheggiata da una banda di briganti, proveniente da Acri e guidata da Francatrippa, come si legge in un racconto manoscritto del parroco di allora Berlingieri.
Tra il 1939 ed il 1943, periodo nazi fascista, nel vicino campo di concentramento di Ferramonti vissero oltre 2000 rifugiati ebrei, provenienti da gran parte dall’Europa e in modo particolare dalla Germania. Tra gli internati vi erano molti professionisti e tra questi Michel Fingesten, docente di Belle Arti presso l’Universit di Berlino nato nel 1884. Ottenuta la libert dopo l’armistizio del 1943, venne a Bisignano, dove incontr il parroco di San Bartolomeo don Giuseppe Savaglia; questi gli commission la realizzazione di un quadro raffigurante il martirio di San Bartolomeo, “degno di stare sull’Altare”. Come modello ebbe un’immaginetta, trascorse otto giorni a dipingere in una stanza messagli a disposizione nella stessa casa del parroco. Il quadro una volta terminato, per usare le stesse parole dell’artista, raccontava di “due drammi nei due visi”: in quello del Santo, il dramma della tortura, della sofferenza e della sopportazione; nell’altro la crudelt del carnefice. Il quadro del martirio di San Bartolomeo l’ultima opera eseguita dal prof. Fingesten. Dopo qualche giorno dalla consegna, infatti, mor a causa di un’infezione.
Di recente il dipinto stato esposto nella mostra itinerante dal titolo: “Il rifugio precario: Artisti e studiosi della Germania in Italia 1933-1945”, organizzata dall’ “Akademia der Kunste” di Berlino in collaborazione con il Museo di storia contemporanea di Milano e i Goethe Istitute di Milano e di Roma, ponendo cos il quadro all’attenzione internazionale.


Chiesa di Santa Maria de’ Justitieriis


La chiesa di Santa Maria de’ Justitieriis sorge nel quartiere San Zaccaria, nella sua forma attuale, un piccolo gioiello dell’arte barocca meridionale ricostruita nel 1636, data incisa sul portale d’ingresso tufaceo dell’edificio: “Sumptibus Societ. SS.mi Sacramenti Anno MDCXXXVI”.
L’importanza dell’edifico sacro legata al fatto che stata la sede della pi antica arciconfraternita di Bisignano, quella del Santissimo Sacramento; questa, ricorda il Leopoldo Pagano, esisteva gi nel periodo compreso tra il 1644 e il 1680.
La chiesa ha un ampio vano, diviso dall’altare maggiore da una parte su cui si aprono, al centro l’arco trionfale e due grandi finestre con un arco a tutto sesto con due statue degli inizi del XX secolo: il Sacro Cuore di Ges e il Sacro Cuore di Maria.
Tra le opere conservate al suo interno ricordiamo una settecentesca scultura lignea dell’Annunziata con l’Arcangelo Gabriele e un quadro settecentesco di Cristoforo Sant’Anna, raffigurante l’Annunciazione. Degno di nota anche l’altare della famiglia Loise, in particolare per la pala di pittore Emilio Juso di Rose del 1937.
Lo stile barocco e rococ si pu notare anche nella bella cantoria che presenta due archi, che poggiano su colonne, e una bombatura intermezzata da due angeli in stucco.


Chiesa di San Pietro Apostolo


Si trova nel rione San Pietro annessa al Palazzo Fasanella e nell’attuale forma risale al XVIII secolo. L’interno stato modificato in modo che la famiglia Fasanella potesse assistere da casa alle celebrazioni religiose. Al suo interno si conservano due tele che rappresentano i SS. Pietro e Paolo.


Chiesa di Santo Stefano Protomartire


Risale al XVIII secolo e si trova nel rione Piano. All’interno si conservano un olio su tela dell’Apparizione della Vergine a San Gaetano (XVIII secolo) e una scultura lignea della Madonna del Carmine e le Anime del Purgatorio (XIX secolo).


 


Chiesa dei Cappuccini


Nasce nel XVII secolo come fondazione monastica, si caratterizza per le sue linee esterne molto semplici e da un interno decorato a stucchi. All’interno una statua lignea dell’Addolorata (XVIII secolo), una statua di Sant’Antonio Abate (del primo periodo barocco) e una statua in legno raffigurante la Madonna della Salute.


Castello Medievale di Bisignano


Dell’antico complesso bizantino-normanno dei Ruffo e poi dei Sanseverino, rimasto oggi solo un rudere.


Monumento ai Caduti


Scultura bronzea del 1997 di Francesco Bitonti che si trova in via Roma ed costituito da tre figure bronzee: due guerrieri nudi e un cavallo. Il monumento, oltre che simbolo del paese, vuol essere immagine di pace, armonia e bellezza.


PALAZZI


A testimoniare il glorioso passato di Bisignano si trovano nel centro storico numerosi palazzi tutti databili intorno al XVII-XVIII secolo. Tra questi degni di menzione sono il palazzo fortificato dei Gallo (del ‘600), Palazzo Barone (antica porta d’accesso del paese), Palazzo Trentacapilli (nel rione San Simone), il Palazzo dei principi Sanseverino (nel rione Piazza, su Corso Mazzini) e il Palazzo Episcopale, con pregevole portale gotico ad arco acuto in tufo.


SITI ARCHEOLOGICI


Sul territorio di Bisignano sono presenti diverse testimonianze: in localit Squarcio sono state individuate ville romane; poco pi avanti, in localit Cozzo Rotondo, sono partiti una serie di studi basati sull’idea che l ci sia la tomba di Alessandro I d’Epiro, detto il Molosso, o di Alarico, re dei Visigoti. In localit Acqua di fico stata scoperta una necropoli preellenica della prima Et del Ferro; in contrada Mastro d’Alfio sono stati portati alla luce consistenti reperti
(monete antiche e statuette).


FESTIVIT


FEBBRAIO
Si svolge una gara di serenate, favorita da una lunga tradizione e dalla presenza dei liutai in citt. E’ un momento culturale e di attrazione turistica oltre che un tributo alla famiglia di liutai De Bonis che ha reso noto il paese in tutto il mondo.


CARNEVALE
Si svolge l’antico gioco del “pezzu ‘u casu” che si svolge nel rione Piano. I concorrenti di una squadra con una forma di pecorino devono coprire, su un percorso scelto, la distanza stabilita con il minore numero di lanci.


GIUGNO
Corteo storico e giostra del Palio del Principe: Il Palio del Principe la pi famosa giostra cavalleresca di rievocazione storica della Calabria e si tiene ogni anno l’ultima domenica di giugno. I protagonisti sono i cavalieri degli otto rioni della citt: Giudecca, San Pietro, Piazza, Santa Croce, San Simone, San Zaccaria, Piano, Cittadella-Coscinale. Il Palio il momento pi atteso dai rioni ed vissuto con partecipazione e trasporto dai Bisignanesi, per i quali il proprio rione tutto: cuore, passione, storia, condivisione, amicizia, colore. La giostra preceduta dalle feste propiziatorie organizzate dai rioni con piatti tipici della tradizione gastronomica locale e intrattenimenti musicali. Da segnalare il corteo storico, con figuranti in costume di epoca medievale, che attraversa le vie principali della citt fino a giungere al Viale Roma, piazza principale del Centro Storico, dove ha luogo la rievocazione della presa di possesso di Bisignano (7 aprile 1704) da parte del principe di Bisignano, Giuseppe Leopoldo Sanseverino. Il Palio del Principe dedicato alla venuta dell’imperatore Carlo V d’Asburgo a Bisignano nel 1535. L’imperatore fu accolto da Pietro Antonio Sanseverino, principe di Bisignano, e dalla consorte Giulia Orsini, davanti alla Chiesa di San Domenico, nel rione Santa Croce. In quell’occasione si tennero dei festeggiamenti regali, tornei cavallereschi e battute di caccia. In segno di riconoscenza per l’amicizia e l’accoglienza ricevuta, Carlo V, successivamente, insign il Principe di Bisignano del Toson d’oro che era la massima onorificenza concessa dal re di Spagna.


AGOSTO
Palio delle Serenate: Il Palio delle Serenate un concorso canoro che si svolge nel mese di agosto nei luoghi pi caratteristici del Centro Storico. Si tratta di una manifestazione di grande successo che fa rivivere atmosfere perdute e suggestioni antiche che si coniugano con le alchimie magiche dell’innamoramento. La gara canora consiste nell’esibizione, in ogni rione della citt, di musicisti e cantori. Ogni gruppo canta tre canzoni e, durante l’esecuzione della seconda, una ragazza si affaccia dal balcone sotto il quale si svolge la serenata. Alla fine della serata una giuria premia l’esibizione migliore. Il Palio delle Serenate un evento davvero unico nel panorama culturale nazionale, in quanto la sua ideazione stata stimolata da una serie di fattori, quali il desiderio di rivalutare le tradizioni popolari, di valorizzare la tradizionale serenata che i giovani, in altri tempi, rivolgevano alle loro innamorate, di organizzare la manifestazione sotto forma di sfida canora tra i rioni e, soprattutto, la volont di omaggiare e celebrare i grandi maestri liutai Nicola e Vincenzo De Bonis.


NATALE: ormai un’antica tradizione quella dei fuochi di Natale, in cui si fa a gara a chi produce il fuoco pi alto.


GASTRONOMIA


La gastronomia di Bisignano rappresentativa dei gusti locali perch unisce ai tenui sapori della terra, condimenti che rendono i piatti molto saporiti. Molto in uso il peperoncino e la produzione locale di salumi, formaggi, olio d’oliva e vino. Tra i dolci tipici sono da ricordare gli ‘mbigliulati, fatti con miele di fichi, noci, uva passa e mandorle.


CONDIZIONI ECONOMICHE


Si producono principalmente, grazie alla fertilit della valle, cereali, ortaggi, frutta, vino ed olive. Diverse sono infatti le aziende agricole sparse per il territorio tra le quali si ricorda una che produce olio d’oliva di esportazione. Numerose sono anche le serre, che hanno preso piede di recente e hanno scambi commerciali in tutto il mondo. Da non dimenticare alcuni famosi allevamenti zootecnici di cavalli di razza, che oltre ad avere importanza storica contribuiscono a rivitalizzare il tessuto economico di Bisignano. Altra tradizione millenaria quella dei mastri vasai e liutai che hanno portato il nome di Bisignano oltre i confini nazionali.


RISORSE NATURALI


Il territorio di Bisignano percorso dal torrente Duglia che offre un percorso naturalistico di incredibile suggestione. Vicino al letto del fiume possibile visitare un vecchio mulino ad acqua che possiede un fascino d’altri tempi. Risalendo il fiume si incontrano tantissime cascate naturali con enormi massi di pietra bianca levigati, luoghi naturali incantevoli e incontaminati.


IMPIANTI E SERVIZI


- Biblioteca comunale (presso la “Casa della cultura”)
- Museo d’arte sacra (presso ex chiesa di San Giuseppe)
- Museo della Liuteria
- Palazzetto dello sport, Campo di calcio, Campi da tennis, Campo di bocce, Campi polivalenti (3), Palestre (4), Impianti di equitazione


 













 


SITO WEB


http://www.comune.bisignano.cs.it

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